Laboratorio di musicoterapia

La musica è un esperienza universale a cui tutti possono partecipare e che può guidare attraverso tutte le condizioni interiori, dalle più superficiali e insignificanti alle più profonde ed intensamente personali. La persona con handicap non è in grado di assimilare le esperienze della vita, può sentirsi confusa perché sbaglia nell’interpretarla, può fraintenderle, può avere poca o nessuna fiducia nelle capacità della sua stessa psiche.

Le sue risposte alla vita possono essere distorte dalla paura o dall’ansietà; può vivere in un vortice di emozioni o, al contrario, la sua coscienza può essere interessata solamente a frammenti della realtà.

L’esperienza del linguaggio emotivo della musica, l’esistenza delle melodie e delle forme procura sicurezza, induce a usare espressivamente le proprie potenzialità. Le strutture ritmico-melodico divengono così sostegno per le proprie attività, un ordine che favorisce il controllo e la coordinazione dei movimenti, oltre che una base di esperienza per lo sviluppo della personalità e dell’integrazione sia individuale che sociale. A livello riabilitativo è importante la formulazione di un progetto scritto di trattamento individuale o di gruppo, con gli obbiettivi da raggiungere, le modalità e i tempi di verifica.

Progetto Laboratorio di Musicoterapia

Con la musica si cerca di ridurre i comportamenti inadeguati che caratterizzano molti ragazzi, permettendo loro di essere coinvolti nella terapia con l’ausilio di strumenti più o meno semplici messi a disposizione. Il “fare musica” è inteso anche nell’imparare a costruire uno strumento musicale, anche il più semplice e facile da suonare, consentendo di avvicinarsi a questa arte con fantasia e creatività.

Vengono utilizzati materiali poveri o di scarto, apparentemente non destinati alla musica.

Da sempre la musica è legata all’uomo. Come gli animali, anche noi ci serviamo di suoni per esprimere le emozioni ma, diversamente da loro abbiamo saputo trasformare il materiale grezzo del suono in qualcosa che chiamiamo musica. Attraverso un uso organizzato di suoni e musica all’interno di una relazione che si svolge tra paziente e terapista si sostiene e si incoraggia un benessere fisico, mentale, sociale ed emotivo.

La musicoterapia, soprattutto quella di gruppo, attraverso la produzione sonora, facilita libertà di espressione, capacità di comunicare, salute psichica e realizzazione del proprio potenziale.

Strutturazione Progetto

Il progetto di musicoterapia nel Villaggio Eugenio Litta nasce per avere una maggiore risposta terapeutica, soprattutto nei confronti di patologie gravi.

Questo è stato formulato e rivolto a tre gruppi di degenza diurna (Girasoli, Gabbiani e Luna), accogliendo utenti con vari livelli di gravità, e ad un gruppo di ragazzi della casetta “A5”.

Il progetto è organizzato con una frequenza bisettimanale per la degenza diurna e una volta la settimana per la casetta “A5”.

Obbiettivi generali

Con le esperienze musicali si è cercato di perseguire i seguenti obbiettivi:

  • Sviluppo e miglioramento dell’integrazione e relazione di base;

  • Sviluppo della creatività e della non competitività;

  • Controllo delle reazioni d’ansia;

  • Miglioramento dell’instabilità emozionale;

  • Sviluppo e allungamento dei tempi di attenzione;

  • Controllo dell’aggressività, impulsività e oppositività;

  • Miglioramento motricità fine e globale, ipoattività e iperattività;

  • Miglioramento dei comportamenti di isolamento e comportamenti provocatori.

Metodologia

  • Ascolto musicale, con costruzione di giochi motori spontanei (esplorazione spontanea ritmico-motoria, muoversi con la musica attraverso andature, giochi simbolici, giochi di regole);

  • Improvvisazione musicale libera (esperienze di più persone, come occasione di incontro, di scambi, di integrazione, di trasformazione, di controllo con gli altri);

  • Dialogo sonoro (sviluppo dell’immaginazione, creatività, divertimento e della non competitività);

  • Tecnica del rilassamento;

  • Tecnica del rispecchiamento (sviluppo del gioco simbolico, condivisione e rispetto delle regole nel gestire il confronto e il conflitto);

  • Tecnica di percezione corporea attraverso il grafismo (elaborazione verbale e grafica dell’esperienza vissuta, emozioni provate durante la seduta).

Giuseppina Antonucci, Terapista della riabilitazione